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JIM PUGLIESE'S PHASE 3: Live @ Issue Project Room
Michael Attias, Marco Cappelli, Kato Hideki, Christine Bard, Jim Pugliese. Special guest: Marc Ribot
Michael Attias, saxophones / Marco Cappelli, el. guitar / Kato Hideki, double bass / Christine Bard, drums / Jim Pugliese, drums and percussions, conduction. Special guest: Marc Ribot, el.guitar
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Listen SLIPPED by Jim Pugliese (excerpt)
Listen NEW CUED by Jim Pugliese (excerpt)
Listen KUNDO by Nii Tettey Tetteh (excerpt)
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Jim Pugliese è un batterista, percussionista e compositore di fama
internazionale con all'attivo numerose incisioni che spaziano
dall'avanguardia alla sperimentazione passando per il jazz, la musica
classica ed il rock.
Le varie esperienze di Jim Pugliese sono molto differenti tra loro
confermando così la poliedricità dell'artista. Come percussionista
freelance annovera collaborazioni con il New York City Ballet e, in
veste di ospite, con la New York Philharmonic Horizon Series. Appare
come performer solista nei più interessanti festival jazz in Europa,
Giappone e Stati Uniti tra cui Warsaw Autumn, Huddersfield and The
Nicolsdorf, Salfelden, and Tampere Jazz Festivals.
Di recente è stato impegnato in tour con artisti quali John Zorn, Marc
Ribot, Bobby Previte, Anthony Coleman, David Shea, Elliot Sharp and The
Philip Glass Ensemble.
Il progetto PHASE III è la prosecuzione della continua ricerca di Jim
Pugliese, che punta a combinare le diverse esperienze musicali in
un'unica nuova sonorità basata sul ritmo. La sua musica viaggia lungo i
margini della libera improvvisazione e del groove e testimonia la sua
inarrestabile esplorazione dei grandi, illuminanti e spirituali segreti
delle percussioni. Jim si ispira all'opera di Nii Tettey Tetteh, grande
musicista ghanese, con il quale ha iniziato a collaborare, e a Milford
Graves. A ciò si aggiunge lo studio delle percussioni e della
cura/guarigione attraverso il battito cardiaco e quello dei canti
spirituali dei Mbira Dzavadzimu dello Zimbawe.
Per interpretare al meglio la sua musica, Jim Pugliese ha riunito
alcuni tra i più interessanti musicisti della scena downtown
newyorkese, compreso l'italiano Marco Cappelli.
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